Direi che questa frase merita l'oscar. Oddio, non è che io avessi chissà quale stima per il Signor Jackson, però per Marco Carta ne nutro decisamente meno.
Colonna Sonora: In piedi_Africa Unite
Meditato davanti un caffè da: poisonzula alle ore 19:44 | link | commenti | In riferimento a:
Zula è una fancazzista dormigliona caffeinomane ed è pure un cesso
Vorrei tanto essere normale e invece no, io somatizzo tutto quello che mi succede e lo somatizzo sopratutto a livello di stomaco.
Cose che restano lì a pesare e non vanno giù, come sigarette gettate nel cesso. Cose che creano più acidità di arancia e latte insieme. Cose che risalgono l'esofago come salmoni la corrente.
È per questo che un giorno ti rutterò in faccia "Ti amo".
Zula: << zzz zz zzz zzzz zzz zzz>>
Madre: <<Svegliati che sta passando tua cugina>>
Zula: <<mmm zzz sì zzz ora mi alz zzz>>
Madre: <<Devi farti la doccia?>>
Zula: <<mm zzsì zzz gmn mm zz>>
( Cervello bacato di madre capisce "no" )
Madre: << Ah,perché tu sei pulita,vero? Tu non ti devi lavare,vero?>>
Zula: <<mmm zfazz nzzzcu zzlzz zzmmm gm o>>
È tempo di scrivere qualche baggianata. E forse anche di cambiare il template che questo bianco fa tanto verginella incallita. Che purezza. Che schifo.
Fosse rimasto qualcosa da narrare. Ma che?! Solo cocci da raccattare, promesse da non infrangere, puttanate da non fare.
Ho anche smesso di essere misogina. C'è da stappare lo spumante ragazze mie, adesso vi tengo in considerazione.
Certo però che ancora l'invidia del pene rimane. Ma non quell'invidia di cui quel coglione di Freud parlava. Io intendo invidiare un uomo che può pisciare in piedi ad ogni angolo di strada senza dover cercare un bagno per tutta Catania, indi: invidiare il suo pene.
Sono diventata volgare forse. Come se fosse davvero importante.
Colonna Sonora: Pop (una canzone pop) _ Afterhours
<< Confesso che avrei una voglia matta d'innamorarmi un'ultima volta prima di sparire per sempre, con lei o senza. [...] perché adoro chi sa ancora innamorarsi. Ma sta diventando maledettamente difficile innamorarsi,vero?
Di uno sconosciuto, ovvio; dell'anima straniera; dell'altro che fino a ieri non c'era e adesso c'è. Nell'innamorarsi è proprio questo il succo: l'andare allo sbaraglio, senza indirizzi, coordinate, bussole: ci piace un tale, una tipa, perché quand'è passata ci è parsa una cometa, e il nostro cielo si è sentito vuoto a metà, si è ritirato, come se al sole venisse improvvisamente meno la luna, e viceversa. Sdolcinato, dite? Chi se ne fotte. Sugli innamoramenti, come su Bin Laden, ciascuno valuti come meglio crede e sa; e in amore, penso, ne sappiamo tanto quanto dei dialetti arabi.>>
Nome: zula meno di niente più di tutto,sono ciò che dico,ciò che penso,ciò di cui rido,sono sempre io e mai me,sono l'obiettivo della mia reflex,sono luce e ombra,pensiero e passione,molto altro e niente più